Scuola Maria Misericordia
La confraternita di Santa Maria della Misericordia o di Valverde, una delle Scuole Grandi, si costituì l'8 settembre 1261 e nel 1310 ottenne dai frati dell'Abbazia della Misericordia di poter fabbricare la propria sede vicino alla Chiesa, impresa che continuò senza interruzione fino all'inizio del XVI secolo. Sulla facciata ricostruita all'inizio del 1441, nel 1451 venne posto sopra il portale un bassorilievo della Madonna, opera di Bartolomeo Bon, oggi custodito in un museo di Londra.
SCUOLA GRANDE DI SANTA MARIA DELLA MISERICORDIA
Molta cura fu dedicata all'abbellimento dell'interno e il soffitto della Sala Superiore venne arricchito da ottanta quadri con comici dorate. Il bisogno di spazi maggiori (gli iscritti alla Scuola agli inizi del Cinquecento erano 612) spinse i confratelli a costruirsi una nuova sede più grande e più ricca. Nel 1505, perciò, la Scuola Vecchia venne modificata. A causa di gravi problemi economici l'edificio fu affittato da un mercante di biade. Per la cosiddetta Scuola Nuova della Misericordia, nel 1507 fu scelto il progetto di Alessandro Leopardi, venticinque anni dopo la costruzione era ancora ferma ad un palmo da terra, tanto che, nel 1532 si commissionò un ulteriore progetto al Sansovino, il quale innalzò l'edifìcio fino al primo piano, mentre nel 1538 portò a compimento l'interno della grandiosa Sala terrena. Nel 1624 si prese la decisione di venderlo, atto concluso solo dieci anni dopo con L'Arte dei Tessitori di seta che conservarono la propria sede con decoro, attuando nel 1730 un imponente restauro, ricordato in una lapide nella Sala Superiore. Tanto sfarzo venne meno verso la metà del XVII secolo con il diminuire della seta. Le soppressioni napoleoniche trasformarono la Scuola Vecchia della Misericordia prima in una teatro, poi in un magazzino e in abitazione, finché nel 1920 Italo Brass acquistò e ristrutturò, l'ambiente per ospitarvi la propria raccolta di quadri. Da lui lo Stato, nel 1974, acquistò il complesso architettonico e lo assegnò alla Sovrintendenza ai Beni Artistici e Storici di Venezia che lo adibì a laboratorio interdisciplinare di restauro.










