Scuola Grande San Rocco
Scuola Grande San Rocco. San Rocco, in vita, si prodigò nella cura degli appestati e questo lo rese popolarissimo a Venezia, una delle città più colpita da spaventose pestilenze. Un primo gruppo di fedeli si raccolse presso la chiesa di San Giuliano e successivamente si associò a un gruppo di devoti che si riunivano presso la chiesa dei Frari dove fu trasferita la sede comune.
Il 1485 fu un anno molto importante per la Scuola: in tale data infatti essa venne in possesso del corpo di San Rocco trafugato da Montpellier e deposto, in attesa di un definitivo collocamento, nella chiesa di San Geminiano. Le reliquie del Santo furono traslate poi della chiesa di San Silvestro e per il possesso di esse insorsero delle liti alla fine delle quali i confratelli stabilirono di ritornare alla loro primitiva sede dei Frari. Da questo momento la Scuola assunse sempre più importanza per il possesso delle sacre reliquie che le procurarono ben presto i soldi necessari per costruire una chiesa (la Chiesa di S.Rocco) che venne, in parte, eretta tra il 1489 e il 1508 da Bartolomeo Bon. Nel 1516 i confratelli fecero costruire un piccolo edificio a destra della chiesa da adibire a loro sede sociale;
si trattava di un edificio di modeste dimensioni tale da non suscitare le diffidenze dei contigui religiosi. Solo nel 1517, ad opera dell'architetto Bartolomeo Bon, si iniziò la fabbrica della nuova prestigiosa sede sociale dietro la Chiesa dei Frari. La costruzione procedette lentamente e a sbalzi per gli umori mutevoli dei preposti alla Scuola e per l'inefficienza del Bon al quale, nel 1524, venne revocato l'incarico. Fu sostituito da Sante Lombardo il quale, alcuni anni dopo, rassegnò le sue dimissioni, e necessitò così un terzo architetto: Antonio Abbondi detto lo Scarpagnino che attese all'opera di completamento dell'intera costruzione sia nell'interno che sulla facciata. Proprio in seguito all'alternarsi di tre diversi architetti si deve lo stile un po' confuso ma originale della facciata. Dell'allestimento interno si occupò in gran parte, tra il 1564 e il 1587, il Tintoretto: le sue ammirabili tele sono tuttora in visione al pubblico (troverete una spiegazione più ampia delle opere nel paragrafo dedicato alla scuola nel capitolo sul sestriere di San Polo). La Scuola Grande di S. Rocco, come la maggior parte delle Scuole Grandi di Venezia, presenta tre sale molto importanti: una spaziosa e con colonne al piano terreno, una altrettanto grande al piano superiore e una più piccola chiamata Sala dell'Albergo. Le numerose tele che vi si trovano sono, per la maggior parte, state dipinte da Jacopo Robusti, soprannominato Tintoretto. Figlio di un tintore di panni, da cui deriva il soprannome, egli visse quasi sempre a Vene zia. Frequentò, giovanissimo, la bottega di Tiziano, ma il suo carattere geniale e turbolento lo portò ben presto a distaccarsi da quel particolare classicismo Veneto di cui Tiziano è uno dei maggiori esponenti. Fin dagli inizi la visione di Tintoretto era originale, pur rifacendosi alle opere di Sansovino e Michelangelo. Grazie al fatto di abitare vicino al Campo dei Mori, a partire dal 1556 eseguì per la chiesa della Madonna dell'Orto due tele, una raffigurante l'Adorazione del vitello d'oro e l'altra il Giudizio Universale. Ma nel 1564 Tintoretto iniziò una delle sue più grandiose imprese che lo tenne impegnato fino al 1587: la decorazione della Scuola Grande di San Rocco. L'opera fu compiuta in tre momenti successivi: dal 1564 al 1566 decorò la Sala dell'Albergo, tra il 1576 e il 1581 la Sala superiore e tra " il 1583 e il 1587 la Sala inferiore. Egli conquistò l'appalto di dipingere tutti i teleri della Scuola grazie ad un astuto stratagemma: nel 1564 la Scuola bandì un concorso, dipingere il soffitto della Sala dell'Albergo. Tintoretto presentò l'opera già sistemata sul soffitto sostenendo che quello era il suo modo di lavorare. Gli altri concorrenti protestarono, ma egli rifiutò ogni compenso e offrì la tela in segno di devozione. Gli venne cosi affidata l'intera decorazione della Scuola.










