Scuole Venezia
Scuole Venezia: I Veneziani erano soliti raccogliersi in confraternite chiamate Scuole, parola che deriva dal greco schola e che significa per l'appunto unione di persone. Esse si dividevano in Scuole di devozione (sei sono dette Grandi e le altre minori) e Scuole di arti e mestieri. Le Scuole Grandi, cosi chiamate per le loro ricchezze e privilegi, erano: San Rocco, Santa Maria della Carità, San Giovanni Evangelista, San Marco, Santa Maria della Misericordia, San Teodoro e Scuola dei Carmini.
Molto più numerose erano le Scuole di arti e mestieri che nacquero dall'esigenza da parte di persone che praticavano lo stesso mestiere di tutelare la propria attività economica. Il loro scopo era conseguire interessi comuni, mantenere e trasmettere i segreti dell'arte, aiutarsi reciprocamente. Gli appartenenti ad ogni Scuola Grande si riunivano in un edificio preposto, mentre le Scuole di mestiere, se non potevano permettersene uno, possedevano almeno un altare intitolato a uno o più santi patroni nella chiesa più vicina alla loro attività. I santi patroni venivano scelti tra quelli che in vita avevano esercitato o avuto un qualche rapporto con il mestiere sul quale ora dovevano estendere la loro celeste benedizione. Ogni Scuola, sia di devozione che di mestiere, aveva il proprio Statuto o Capitolare e la vita interna era regolata da una precisa organizzazione gerarchica il cui responsabile massimo era chiamato Gastaldo o Guardìan Grande. Sia le scuole grandi che quelle di mestiere avevano molti fini religiosi e di cristiana solidarietà: la partecipazione alle cerimonie ecclesiastiche, la preghiera collettiva, l'assunzione a patrono di un santo, l'accompagnamento alla sepoltura e le messe di suffragio per i soci defunti, l'assistenza ai malati, ai confratelli poveri, o inabili al lavoro. Lo Stato veneziano accettò di buon grado la loro costituzione. Ma avevano anche fini economici (tasse) e di equilibrio politico; il popolo infatti sopperiva, con le cariche interne alla Scuola, alla sua esclusione dal potere politico in mano all'aristocrazia, che fin dai 1173 controllò le Scuole con apposite magistrature. I decreti napoleonici emanati ai primo dell'Ottocento segnarono la fine della maggior parte delle Scuole veneziane e la conseguente dispersione dei loro preziosi arredi sacri e pittorici, determinando la distruzione di alcune sedi o la loro conversione ad altri usi. Le Scuole Grandi ancora visitabili e il cui interno è rimasto pressoché intatto sono quelle di San Rocco, quella di San Giovanni Evangelista e quella dei Carmini. La Scuola di Santa Maria della Carità è ora sede delle Gallerie dell'Accademia e il suo interno è stato allestito a nuovo dopo il 2° dopoguerra. Quella di S. Marco è la sede dell'ospedale Civile. La Scuola di Santa Maria della Misericordia è invece divenuta recentemente sede di una Scuola/Laboratorio permanente di restauro mentre quella di S. Teodoro è ormai spoglia e utilizzata solo per concerti o esposizioni itineranti.










