Il dialetto veneziano, inserito nel vasto territorio dei dialetti neo-latini e franco-veneti, è grazioso, dolce, insinuante, rapido, come lo definiva a metà Ottocento il Moroni nel suo noto Dizionario; dolcezza ricondotta dal Romanin nella sua Storia documentata di Venezia addirittura ad antichissime ascendenze ioniche. Ma del latino antico mantiene parecchi termini, come gli esemplari, fra i molti, calegher («caligarius», ciabattino); pistòr («pìstor», fornaio); altri, soprattutto di vita marinara e commerciale, sono stati imprestati dal bizantino, quali caréga (sedia), bastàsi (facchini), spiénza (milza).
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