Invece del green l'acqua della laguna Pieno successo del golf senza prato

Venice Golf Challenge

Centinaia di appassionati e neofiti del golf alla Certosa per la tre giorni del Venice Golf Challenge. La tappa finale di un torneo di golf nazionale, disputatosi in varie sedi, si è svolta a Venezia nell'innovativo green galleggiante ideato dall'organizzatore Andrea Chinellato.

Piattaforme in acqua con le buche (otto pedane di cui due poste a 25 metri, due a 50 metri, due a 75 metri e due a 100 metri) che i giocatori hanno cercato di centrare colpendo la pallina da un'altra pedana galleggiante. Un inusuale campo da gioco che ha riscosso l'entusiasmo dell'euro deputato Sergio Peralto, della commissione europea dell'ambiente, che ha battezzato l'iniziativa esportabile in altri lagune di particolare pregio ambientale. Ma mentre volavano palline verso le buche o in acqua (poi recuperate), anche a terra, sulla splendida isola della Certosa, la manifestazione ha coinvolto un folto pubblico.

« E' stato un successo», commenta felice Chinellato «una manifestazione che siamo pronti a ripetere l'anno prossimo e che cercheremo d'esportare in tutta Europa.« Un evento sportivo che si è trasformato in happening attirando centinaia di veneziani tra cui anche il regista, maestro d'erotismo, Tinto Brass che, affiancato dalla compagna Caterina Varzi, ha provato l'ebbrezza di lanciare qualche palla in buca.

Felici anche i tanti bambini accorsi che da principianti, con i gonfiabili messi a disposizione dalla Federazione, o da conoscitori del gioco, su dei green di allenamento, si sono potuti cimentare nel golf giocando in un isola della loro città. Isola che ora, dopo il successo dell'area nautica, tutti attendono venga definitivamente recuperata quale parco pubblico e principale area verde di Venezia. (s.g.)

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