Luoghi da Restaurare di Venezia
Da restaurare c'è tutta la parete che si affaccia su Rio della Canonica. C'è il Ponte dei Sospiri. E c'è una porzione della facciata delle Prigioni che era rimasta fuori da un precedente restauro, ultimato un anno fa. Ma allora perché anche la parete di Palazzo Ducale che dà sul bacino di San Marco, già a suo tempo restaurata, è stata "ingabbiata"? Potenza degli sponsor. Meglio, potenza della pubblicità che consente di restaurare importanti monumenti e palazzi venezia ni senza far spendere un centesimo alla pubblica amministrazione. Il tutto, ovviamente, con il benestare del Comune e della Soprintendenza.
I turisti magari troveranno suggestivi i mega pannelli bianchi e azzurri - il cielo e le nuvole pensati da Oliviero Toscani - che in questi giorni stanno ricoprendo un ampio pezzo di Palazzo Ducale. Sono pannelli che ricoprono le impalcature montate per consentire i lavori di restauro e su questi pannelli che riproducono un cielo da favola ogni mese comparirà una pubblicità diversa. Ma i venezia ni, non fosse altro perché davanti a Palazzo Ducale passano regolarmente, si sono accorti che i pannelli pubblicitari coprono anche parti monumentali già restaurate. Abusi? Nossignori, fa sapere la Soprintendenza. Che assicura: tutto è in regola.
Il Comune ha derogato al proprio regolamento sulla pubblicità (in base al quale l'area pubblicizzabile non deve superare il 10\% del cantiere) e la Soprintendenza ha dato il proprio assenso. «A regolare la materia - spiegano alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici - è il Codice dei Beni culturali e il Regolamento comunale che definisce la percentuale di superficie del ponteggio che può essere usata per messaggi pubblicitari. Ma le metrature possono essere variate se, come in questo caso, si tratta di restauri di opere di primario interesse pubblico». E va detto che a Venezia il primo ente a legare la pubblicità ai cantieri - nel caso specifico l'Accademia, un paio d'anni fa - è stato proprio la Soprintendenza: «Allora sembrava una stravaganza, invece si sta dimostrando che il ricorso agli sponsor e alle pubblicità sui cantieri costituiscono risorse estremamente importanti. Nel caso di Palazzo Ducale, il Comune non sarebbe infatti mai riuscito a tirar fuori due milioni di euro per il restauro».
La stima dell'intervento appena iniziato a Venezia (prima va documentato lo stato di degrado, poi il progettista incaricato dai privati, Alberto Torsello, presenterà alla Soprintendenza le proposte di intervento) è proprio questa: tra il milione e 800mila euro e i due milioni. E a tirare fuori i soldi è appunto il privato, l'impresa trevigiana di San Vendemiano specializzata in restauri, costruzioni e conservazione di beni artistici e architettonici "Dottor Group" che finanzierà e curerà il restauro. È stato Roberto Dottor a presentare l'offerta al Comune: l'impresa fa i lavori e li paga, il pubblico non caccia un centesimo. In cambio, il Gruppo Dottor ha chiesto di usare i pannelli che coprono le impalcature per fare pubblicità: oggi tocca alla nuova Lancia Delta, domani a un altro marchio. Detto, fatto. Il Comune ha detto sì, ampliando gli spazi destinati alla pubblicità, e la Soprintendenza ha acconsentito. Dottor Group sarà così, per tre anni, tanto quanto durerà l'intervento di restauro, il concessionario unico della pubblicità su Palazzo Ducale. Significa che se un'azienda di orologi piuttosto che una casa automobilistica vuole reclamizzare il proprio prodotto su Palazzo Ducale, deve trattare esclusivamente con Dottor Group (e pagare al medesimo la parcella). L'altro concessionario esclusivo della pubblicità a Venezia , in questo caso per l'area marciana, è la Remedia International Limited, che si occuperà di terminare i lavori di restauro degli edifici monumentali della Marciana, della Zecca, dell'Ala Napoleonica e la facciata dell'Ascensione.
Solo che, quanto alle nuvole e al cielo che Toscani ha realizzato per Dottor Group, è già esploso il caso dei chiodi: prima che le facciate venissero coperte dai pannelli azzurri, sono state scattate foto che documentano i "fori" fatti sulla facciata del Ducale per fissare i teloni. Ma di questi chiodi (e delle relative foto) in Soprintendenza al momento non è giunta notizia di sorta.
Foto by http://www.flickr.com/photos/sebastiagiralt/










