Questi Fantasmi
Questi Fantasmi:Un palazzo macabro e degli strani inquilini sono i protagonisti di Questi Fantasmi, in scena al Teatro Toniolo di Mestre alle 21 da mercoledì al 3 dicembre. Da un testo e uno spettacolo di Eduardo De Filippo, il regista Armando Pugliese ha allestito una commedia degli equivoci in cui uno strepitoso Silvio Orlando interpreta Pasquale, sommesso uomo di mezza età che decide di andare ad abitare con la moglie Maria in un appartamento di un grande palazzo settecentesco.
In cambio di una permanenza gratuita, Pasquale dovrà sfatare le dicerie sull'esistenza di fantasmi nella casa. Il destino crudele però gioca la sua parte e l'uomo, alla ricerca dell'impossibile per soddisfare i capricci della giovane moglie, si imbatte nell'amante di lei e, suggestionato dalla situazione, lo scambia per un fantasma. Il portiere imbroglione, e ladro, e il vicino di casa complice del gioco, rendono il protagonista l'unico innocente, «il fesso della situazione », che però proprio perché vive senza porsi troppe domande è felice. Rappresentata per la prima volta al Teatro Eliseo di Roma, questa commedia fece esordire con grande successo De Filippo all'estero e lui la coninsiderò sempre il fiore all'occhiello della sua produzione artistica. «Si tratta di una tragedia moderna - affermò il grande regista ed attore al debutto dell'opera - perché c'è la capitolazione di tutti i sentimenti, la distruzione di tutti i poteri morali di questa nostra, tra virgolette, civiltà. I fantasmi chi sono? Quelli che vivono questa nostra vita, i fantasmi del passato che vengono agli occhi alterati di Pasquale Lojacono». Al di là delle trovate comiche e grottesche, la versione rappresentata da Pugliese è un vero e proprio dramma, in cui la finta ingenuità di Pasquale si rivela solo necessaria intelligenza per sopravvivere bene in un mondo di furbi. Abituato da sempre ad interpretare sul piccolo e grande schermo personaggi laconici e frustrati, Orlando calza perfettamente il suo ruolo, offuscando la bravura degli altri interpreti, tra cui Tonino Taiuti e Maria Lovoi, e esprime quell'esistenzialismo pirandelliano che De Filippo aveva ben impresso nel testo originale. Il gioco tra apparenza e realtà, finzione e verità in cui i personaggi si imbattono riporta infatti all 'Uno, nessuno e centomila dello scrittore siciliano. I fantasmi quindi non esistono, ma siamo noi, come afferma Pasquale alla fine del secondo atto.










