Mose Venezia
Mose Venezia: Il Governo ha deciso per il Mose sulla testa dell'amministrazione comunale. E il Comune passa al contrattacco. Perchè la strada intrapresa dal consiglio dei ministri è «erronea». Il giorno dopo il Comitatone, che in soli 40 minuti ha deciso sulle sorti di Venezia, il sindaco Massimo Cacciari commenta il via libera al Mose e si toglie qualche sassolino dalla scarpa.
«Saremo 10mila volte più assillanti». Il Comune, insomma, non molla la presa. Anzi. Pubblicizzerà il materiale raccolto sulle criticità del Mose e organizzerà al più presto un convegno scientifico. L'obiettivo è far desistere il Governo. «A Roma circolava molta preoccupazione - afferma - la nostra sensazione è che non si abbia avuto il coraggio di ritornare sui passi compiuti». CACCIARI RILEVA che ci sono delle inspiegabili contraddizioni nel voto di giovedì. Bocciato l'ordine del giorno del Comune, il Governo ha votato all'unanimità un documento che denuncia i pesanti ritardi per la stesura del piano morfologico della laguna, i cui lavori sono prioritari rispetto a quelli alle bocche di porto. Ergo, ha detto Cacciari, «come si fa a dare il via libero al Mose? È una piccola contraddizione, eppure "cosa fatta capo A". Per il momento». Il documento, quindi, ha sottolineato il filosofo, non rappresenta affatto un "contentino". Intanto, permetterà al Comune di avere un organo super partes di monitoraggio e controllo sui lavori. «Significa che gli enti attuali non sono al momento quelli a cui sarà affidato il compito di sviluppare questa attività di monitoraggio - spiega - a buon intenditor poche parole. Il ministro Mussi pensa a grandi università internazionali. E questo non è nè un contentino nè acqua fresca». Questo organoverrà istituito in tempi brevi, probabilmente a febbraio. Altro aspetto contenuto all'interno del documento è la continuità di finanziamenti di legge speciale per la salvaguardia di Venezia. «Il punto più formale - sottolinea - una cosa che chiediamo da sempre ma chissà che a furia di gridare al lupo al lupo ci ascoltino». Infine, si impegnano gli enti a dare al Comune tutte le informazioni sugli interventi. E qui Cacciari si sfoga. «Abbiamo avuto grandi difficoltà ad avere adeguate e tempestive informazioni da parte delMagistrato alle acque e proprio a causa di questa mancanza abbiamo sofferto tanto» esordisce. E ancora. «Abbiamo cercato in tutti i modi di coinvolgere nei nostri dibattiti il Consorzio Venezia Nuova ma ha sempre rifiutato di confrontarsi con noi». Ora, le posizioni sono inequivocabili. «La responsabilità se l'è presa il Governo - conclude - ma noi moltiplicheremo il nostro impegno, saremo assillanti nello svolgere il nostro compito di monitoraggio». Intanto, non si placa la polemica tra Comune e Regione. «Non ci sono più ostacoli ora - commenta Giancarlo Galan - quello di ieri è stato il sì definitivo ad una discussione durata 36 anni. Il si alMose è un segnale che il buon senso è prevalso. Cacciari ha una visione nichilista, è una "Cassandra ": vuole scrivere sui murazzi che moriremo tutti sotto acqua. Io, di mio, voglio scriverci che nell'autunno 2012 si alzeranno le paratoie e io sarò là a vedere la maggiore opera in materia idraulica mai realizzata, mentre Cacciari dà i suoi segnali di morte».










