Heather Parisi regista di una pellicola tutta made in Veneto
Siccome in tv aveva già fatto tutto (ci è entrata a 18 anni, ne è uscita a 44, «mai una raccomandazione e non sono andata a letto con nessuno per fare carriera»), e siccome non aveva voglia di mettersi a fare la naufraga o la grande sorella («il reality non fa per me), all'età di 47 anni Heather Parisi ricomincia dal cinema.
Al Lido, nel salotto Lancia dove l'attende un mazzo di 25 rose bianche, arriva con il nuovo compagno Umberto Maria Anzolin di Arzignano (ramo concerie, gran bell'aspetto). Racconta che sta lavorando alla produzione e alla regia del suo primo film, che si chiamerà Labirinto cieco e sarà girato tutto in Veneto.
Le riprese iniziano a gennaio, il casting a giorni: si cercano giovani, ragazzi veri di questa terra, per raccontare la storia di una generazione che fatica a comunicare. Heather è l'autrice della sceneggiatura, ci lavora da un bel po', l'embrione è del 1997. Da tre anni, sparita dalla tv, va sui set e guarda film e studia film: «Voglio imparare, con umiltà». Del Veneto ama tutto: il suo uomo, il paesaggio, la cucina (ristorante prediletto, «I do fanai» a Venezia), ed è felice di metterci radici. A 47 anni è splendida; dice che il suo segreto è l'ottimismo, insieme alla capacità di godere delle gioie della vita e della buona tavola










