fluSSi diverSi:Full immersion nella poesia
VENEZIA. Una full immersion nella poesia, con quell'intensità di parole che diventano i gradini di un ponte verso l'altro, verso culture e popoli diversi nella continua ricerca di un sentire comune. Questo il senso di «fluSSi diverSi», il meeting che riempirà Caorle di poesia da venerdì 19 a domenica 21 settembre. Un intero week end dedicato agli incontri tra poeti, editori, traduttori, attori e pubblico in una manifestazione che non vuole assolutamente chiamarsi festival: «Ce ne sono già troppi» commentano gli organizzatori, ossia la Comunità dell'Alpe Adria, il Comune di Caorle e la Regione Veneto.
Un'idea accattivante quella di «fluSSi diverSi» per rendere la poesia più vicina, per sentirla come una necessità dell'anima in un mondo ormai troppo votato solo all'immagine esteriore e al consumismo freddo e incapace di far prevalere l'essere all'avere. Ecco allora le colazioni e le cene coi poeti nei ristoranti, osterie e caffetterie con i protagonisti della poesia contemporanea o i laboratori per i bambini, leggendo versi passeggiando lungo la spiaggia o divertendosi nella caccia al tesoro tra gli scaffali della biblioteca.
E ancora la giornata dedicata allo spirito, ovviamente la domenica, nel suggestivo scenario della Chiesetta della Madonna dell'Angelo in riva al mare. Si inizierà di prima mattina con antiche cantate per soprano e clavicembalo per poi immergersi in un reading di poesia sacra. Non poteva mancare l'omaggio ad Andrea Zanzotto, il maggior poeta italiano vivente: venerdì sera sarà Patrizia Valduga a leggere i versi del grande uomo di Pieve di Soligo, mentre sabato, all'ora dell'aperitivo, toccherà all'attore Roberto Citran.
Le parole di Zanzotto verranno poi affidate per sempre agli scogli del molo di Caorle: su una pietra sarà incisa una sua breve poesia, un componimento simile agli haiku giapponesi, ossia un testo poetico di tre soli versi, rispettivamente di cinque, sette e ancora cinque sillabe. E chi avrà la fortuna di passeggiare sul lungomare, troverà un ulteriore spunto di riflessione, uscito dall'anima e dalla penna di un grande poeta.
E' proprio dal mare di Caorle che nacque negli anni '70 l'idea di un dialogo coi paesi confinanti come la Slovenia, l'Austria, la Croazia e la Germania, ossia quell'ampio territorio che storicamente si richiama alla Mitteleuropa. Erano quelli anni in cui anche i territori così vicini apparivano lontani anni luce, ma si sentiva il bisogno intenso di andare a fondo delle relazioni culturali, intese come ricerca di tradizioni comuni. E gli incontri coi poeti di Caorle appaiono oggi come un faro per illuminare l'unificazione di popoli e culture diverse sulle sponde dell'Adriatico.










