Una grande abbuffata fra Clooney e gli indios. Sessantasei film da Venezia e Locarno

Film Venezia Locarno

UN FILM con 230 protagonisti. Ma nessuno che faccia cinema per professione. Sono i 230 indios guarani che danno anima, quasi lasciando sullo sfondo Claudio Santamaria e Chiara Caselli, a «La terra degli uomini rossi - Birdwatchers», racconto di uno scontro fra indigeni in semischiavitù e ricchi fazenderos, il film di Marco Bechis, madre cilena e padre italiano, milanese di adozione, che apre domani mattina alle 10.30, all'Anteo spazioCinema, « Panoramica 2008»: la « grande abbuffata» di pellicole che i cinefili milanesi attendono avidi.

IN SETTE GIORNI 66 film, per 200 proiezioni in 14 sale: 49 giungono quasi in diretta dalla Mostra di Venezia, 16 dal Festival di Locarno, uno. «Il destino - Al Massir», è un omaggio a Youssef Chahine, maestro egiziano appena scomparso. Una «Panoramica», quest'anno, che si merita il suo titolo. Da un lato, infatti, come hanno sottolineato l'assessore Giovanni Terzi e Stefano Losurdo del'Agis, consente di vedere in anticipo film che comunque approderanno alla normale programmazione. Dall'altro offre la possibilità di cogliere al balzo opere meritevoli che le logiche della programmazione espelleranno dai circuiti.

Come sempre in questi casi, difficile suggerire le pellicole da non perdere. Certamente da vedere «Parque vìa» (lunedì all'Auditorium San Fedele), Pardo d'oro a Locarno: firmato da Enrique Rivero, protagonista, guarda un po', ancora un indio, il vecchio custode di una lussuosa villa di Città del Messico, in cui vive da felice autorecluso. Certamente pure da vedere «Burn After Reading» (giovedì all'Odeon), per il trio di divi che lo interpretano Clooney-Malkovich-Pitt, ma più ancora per i suoi registi, i fratelli Coen, alla prova del film di spionaggio.

Sul fronte noir, intrigante la rivisitazione del genere in chiave giapponese di «Inju, la bete dans l'ombre» di Barbet Schroeder (domenica 14 all'Arcobaleno). Sul fronte dive, ammiratori in fila (martedì all'Orfeo) per Charlize Teron, la donna dal passato misterioso di «The Burning Plain» di Guillermo Arriaga. Anche «Back Soon» di Solveig Anspach (martedì al Plinius) ha protagonista una donna: ma si passa alla farsa, fra marijuana a go-go.

LA RAPPRESENTANZA italiana. In prima fila «Un giorno perfetto» di Ferzan Ozpetek (martedì al Colosseo) e «Il papà di Giovanna» (mercoledì al Plinius) in cui Pupi Avati ha rivelato la grinta drammatica di Ezio Greggio. Per i palati più raffinati (sabato all'Apollo) «Puccini e la fanciulla» di Paolo Benvenuti. Per i più polemici «ThyssenKrupp Blues» di Pietro Balla e Monica Repetto (domenica allo spazio Oberdan): la strage in fabbrica. E «La rabbia di Pasolini» (mercoledì all'Anteo): esito cinematografico di un duro scontro con Giovanni Guareschi.
Tutto il programma: www.lombardiaspettacolo.com