Celentano a venezia per il 'Yuppi Du' restaurato

Celentano Venezia

A VENEZIA PER «YUPPI DU» RESTAURATO. Celentano bipartisan: «Tutti degenerati». Il Pincio, l'Expo, Alitalia. Berlusconi, Veltroni, la Moratti: il Molleggiato scatenato. IL CONCORSO IERI LA REGISTA AMERICANA CON «HURT LOCKER» E «GABBLA» DELL'ALGERINO TARIQ TEGUIA
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«UN FILM? Sì, lo farei. Su che cosa? Mah, magari sulla resurrezione di Cristo. Perché non c'è scritto, nei Vangeli, come si è comportato».
Di tutte le frasi che Adriano Celentano stacca, in mezz'ora di incontro stampa, è quella che colpisce di più. "Come si è comportato". Detto di Gesù Cristo, come si direbbe di un bambino, di uno di cui si esamina il comportamento. Già. Come si sarà comportato? Non c'è che lui, a poter fare domande simili. Soprattutto a se stesso. A Venezia, è la giornata di Yuppi Du. Il film - scritto, diretto, interpretato da lui nel 1975, girato a Venezia con Claudia Mori e Charlotte Rampling nel cast - fu un successo enorme. Mai uscito in dvd o in videocassetta. Il dvd esce oggi, per la prima volta. Ma tra una settimana, la versione restaurata vista a Venezia avrà il suo primo passaggio televisivo, su Sky Cinema mania e su Sky Cinema hd, in alta definizione. La "prima" è venerdì 12 settembre alle 21, con altre tre repliche spalmate nel mese. Il resto, sono le frasi, i silenzi, i paradossi del Ragazzo della Via Gluck.

CAMICIA aperta fino allo sterno, occhiali scuri, catena d'oro, pantaloni marroni. E pause, naturalmente. E' vestito proprio da Celentano. Le prime parole sono per ricordare una "morte bianca" di trent'anni fa. Sul set del suo film. «Graziano Alonso lavorava con noi. Giravamo su una zattera, sul Ticino. La zattera si è capovolta, all'improvviso. Per lui non c'è stato niente da fare. Vorrei ricordarlo, adesso». Come il documentario di Calopresti sugli operai della Thyssen, anche il film di Celentano parla di morti bianche, di disoccupazione, di nubi tossiche del Petrolchimico di Marghera. Celentano esterna. Sulla crisi di Alitalia: « Se Alitalia risorge, gioisco. Ma mi viene il dubbio che la nuova cordata non sia pura». «Sarebbe grave se la salvezza di Alitalia fosse ottenuta con uno scambio politico per nuove concessioni autostradali o con il pieno di lavoro all'Expo di Milano». L'ecologia.

« A Roma, è in programma la devastazione del Pincio per un parcheggio da 700 posti auto. L'inventore di questa cosa si chiama Chicco Testa, ma dopo questo progetto gli è rimasto solo il Chicco». Prosegue con un'accusa bipartisan: «I genitori di Frankenstein non sono solo la Moratti e Formigoni, i vertici del potere degenerato non sono solo dalla parte di Berlusconi. Non c'è solo lui. Veltroni definì questa operazione urbanistica sconsiderata "la più importante degli ultimi ann". Alemanno, all'epoca, si oppose. Oggi che è sindaco di Roma ha cambiato idea, ed è d'accordo! Allora, non mi meraviglierei se mi dicessero che la sinistra e la destra si sono messi d'accordo, per fare un bel mega parcheggio sotto la Laguna».

GLI CHIEDONO: tornerà in televisione? «Certamente, con Sky qualche cosa farò. Non chiedetemi quando, non chiedetemi come. E poi, forse tornerò nelle tv generaliste. A me piace tornare». Gli piace anche parlare dell'Expo. «L'Expo sarebbe grande se vendesse l'Italia, la bellezza dell'Italia. Ma credo che ci sarà la corsa a chi riesce a piazzare più cemento. Architetti e comuni d'Italia sono i mandanti dei grandi scempi nel nostro territorio, nelle nostre città. Io non vedo un bel futuro. Che cosa sarebbe bello? Che intellettuali, poeti, scrittori, cineasti prendessero il governo di una città, o di una regione. Come diceva Platone. Il governo dei filosofi». Da Milano commenta in serata il sindaco Moratti: «Ofelè fa el to mestè», ovvero "pasticciere fai il tuo mestiere". Aggiungendo: «Ma perché Celentano non pensa a cantare».

Oggi Celentano consegnarà il Leone d'oro alla carriera a Ermanno Olmi. Due registi di due pianeti diversi? «Siamo in sintonia: io difendo i navigli, lui gli orti. E gli orti, come si sa, crescono in riva ai navigli. Lui fa film più penetranti, io ero più aggressivo. Ma la linea è quella». E lui, come l'ha trovata la sua linea? «Prima di essere originale, uno copia sempre. Io copiavo Clark Gable, Fred Astaire e Gene Kelly. C'è sempre chi arriva prima di te: l'importante è andare oltre».

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