Livio De Marchi: Americani e giapponesi impazziscono perle opere in legno di Livio de Marchi. Nelle sue mani l'abete, il faggio, il pero diventano di volta in volta stoffa, cuoio, carta, persino merletto. Proprio così, le sue sculture, che non esitiamo a definire iperrealiste, rappresentano giacche da uomo, borse, libri, cappelli, persino reggiseni a balconcino, identici in tutto, tranne che nel materiale, a quelli veri.
Livio De Marchi nasce a Venezia dove, ancora bambino, lavora alla scultura ornamentale in una bottega artigiana e, contemporaneamente, studia arte e disegno all'Accademia. E' lì che inizia la sua attività, subito rivelando una inconsueta abilità nel plasmare la materia, che si traduce in una sensibilità ironica che lo spinge a produrre sculture le quali pur nella perfezione del dettaglio, mantengono la spontaneità dell'essenza.
Nella sua evoluzione artistica transita dal marmo al bronzo, sino ad pervenire al legno che rimarrà la sua materia preferita; essa gli conferisce una vitalità che altre materie non gli trasmettono. Dopo aver aperto il proprio studio, De Marchi lascia correre la fantasia denunciando il suo mondo interiore, il suo modo di essere. Dopo profonde evoluzioni la sua capacità così ironica di cogliere la vita prende il sopravvento, per giungere a questo modo nuovo di fare scultura.
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Galleria Livio de Marchi Venezia |