Biennale Musica: 52. Festival Internazionale di Musica Contemporanea. Si rinnova quest'anno la collaborazione tra la Biennale di Venezia e la Fondazione Teatro La Fenice. Molti dei concerti e degli appuntamenti del 52. Festival saranno ospitati negli spazi del teatro più amato dai veneziani, e alcuni avranno protagonista l'Orchestra del Teatro La Fenice e il Quartetto della stessa compagine orchestrale.
Rai Radio3 sarà presente a Venezia con una squadra di conduttori, redattori e tecnici che seguiranno integralmente - in diretta o in differita - tutti i concerti del Festival. Tra i protagonisti del Festival di quest'anno ci sarà Helmut Lachenmann, a cui il 3 ottobre verrà consegnato il Leone d'oro alla carriera.
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77 compositori per 34 concerti, con 13 grandi ensemble - strumentali e vocali - 3 orchestre, 8 solisti e incontri, seminari, laboratori compongono il ricco e denso programma del 52. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, che si svolgerà a Venezia dal 2 al 18 ottobre. Radici Futuro, titolo scelto dal neo direttore Luca Francesconi per il Festival, è il filo rosso del "racconto" che si snoda attraverso i concerti in programma. In ognuno di essi, le radici coesistono con il futuro: autori giovani o della generazione di mezzo, inediti o già consolidati, sono affiancati ad alcuni grandi maestri che hanno impresso un segno nella musica del '900 e oltre, in un gioco di rimandi che moltiplica i significati e restituisce nuovo senso alle opere presentate. Radici Futuro per Francesconi significa "riflettere su ciò che ha lasciato una traccia, a partire dai giovani che l'hanno raccolta, ne sono stati ispirati e hanno nutrito il nostro futuro possibile, ricollegandosi in questo percorso anche alla tradizione di Venezia e della Biennale". Il concerto inaugurale del 2 ottobre accosta Igor Stravinskij e Luigi Nono - autori che hanno avuto un ruolo cruciale nella storia della musica e determinante per Venezia e per la Biennale - a Juste Janulyte e Mirjam Tally, nuovissime esponenti del panorama internazionale. Il concerto apre il Festival con lo stesso Canticum Sacrum ad honorem Sancti Marci nominische Stravinskij dedicò alla città e che diresse nel 1956 con l ' Orchestra del Teatro La Fenice, oggi di nuovo presente con Eliahu Inbal sul podio. Iannis Xenakis, Helmut Lachenmann, Michele dall'Ongaro, accompagnati di nuovo da Stravinskij, questa volta con le Variations dedicate ad Aldous Huxley in apertura e in chiusura di serata, sono i protagonisti del concerto dell' Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Arturo Tamayo (3 ottobre, Teatro alle Tese). Per il secondoconcerto dell' Orchestra del Teatro La Fenice il nome del grande maestro polacco Witold Lutoslawski è avvicinato ad Azio Corghi, Fabio Vacchi e Magnus Lindberg (5 ottobre, Teatro La Fenice). Mentre l ' Orchestra dell'Arena di Verona è presente al Festival diretta da Renato Rivolta con pagine di Alessandro Solbiati, Kaija Saariaho, Hilda Paredes e Giacomo Manzoni, Leone d'oro alla carriera nella scorsa edizione del Festival (10 ottobre, Teatro alle Tese). Con l'ensemble contemporaneo britannico più famoso al mondo, la London Sinfonietta diretta da Diego Masson, si apre uno squarcio sulla musica inglese - rappresentata da Oliver Knussen, Luke Bedford, Julian Anderson - messa a contatto con le influenze provenienti dal continente di un grande autore come Gérard Grisey (4 ottobre, Teatro La Fenice). È proprio a Gérard Grisey - nel decennale della morte - e a Karlheinz Stockhausen - che quest'anno avrebbe dovuto festeggiare il suo ottantesimo compleanno - ma anche a Luciano Berio, la cui scomparsa è ancora troppo recente, che il Festival rende omaggio. Le molteplici esecuzioni di questi autori, che punteggiano e percorrono tutta la programmazione, mettono in rilievo la forza delle loro opere e il loro riverberarsi nelle scritture delle generazioni successive, ma anche l?eco persistente presso frange di pubblico di diversa provenienza. Nella prospettiva individuata dal rapporto Radici Futuro, la messinscena di Michaels Reise um Die Erde - secondo atto di Donnerstag aus Licht di Karlheinz Stockhausen - rappresenta un episodio saliente del Festival. La materia fertile e viva di uno degli autori che più hanno inciso sulla musica intera - accademica e non - viene messa in circolo dal linguaggio scenico, visionario e radicale della compagnia catalana La Fura dels Baus, con la complicità dell?ensemble musikFabrik (7 ottobre, Teatro alle Tese). |
Lungo il percorso tracciato dal festival si incontrano le rifrazioni fra la scrittura di Bruno Maderna e Claudio Ambrosini - offerte dalla celebre Serenata per un satellite nella versione del più giovane autore veneziano - che sta al cuore del concerto dell? Ex Novo Ensemble (10 ottobre, Teatro Piccolo Arsenale); l?incursione - proposta dallo unitedberlin di Andrea Pestalozza - nella musica francese d?avanguardia di cui si colgono le propaggine nelle più giovani generazioni di Fausto Romitelli, Yan Maresz e Stefano Bulfon (11 ottobre, Teatro alle Tese); brani storici come Anaktoria di Xenakis, Concerto per pianoforte e orchestra di Ligeti, Flag di Donatoni, affiancati dal Divertimento Ensemble a brani di Lin Wang e Daniele Ghisi (12 ottobre, Teatro alle Vergini); ancora Grisey con Talea e un caposaldo della musica cameristica, Dérive I di Pierre Boulez, avvicinato dal Nieuw Ensemble a Brice Pauset, Mayke Nas, Stefano Bellon (16 ottobre, Teatro alle Tese); infine i cori a cappella dei Neue Vocalsolisten Stuttgart che a Scelsi, Berio, Aperghis accosta Michele Tadini (14 ottobre, Teatro alle Tese).
Ispiratrice delle più ardite sperimentazioni del secolo scorso e banco di prova per tanti compositori contemporanei, la musica per quartetto d?archi tratteggia i percorsi di alcuni autori mettendo a confronto evoluzioni linguistiche, fasi di transizione, felicità ideativa che li hanno in misura diversa caratterizzati. Ecco così l?inedito accostamento Nono-Beethoven, i bellissimi Duetti per due violinidi Berio condivisi dal Kreutzer Quartet con i giovani del Conservatorio di Venezia, con due novità scritte dai neodiplomati in composizione; e poi i quartetti di Scelsi, Henze, Xenakis, Lachenmann, alternati a quelli di Ivan Fedele e Jonathan Harvey e a quelli di di Andrea Sarto, Marco Antonio Perez Ramirez, Luca Mosca, al suo primo quartetto,che vede la luce da una commissione della Biennale. Una messe di autori proposta dal Quartetto d?archi del Teatro La Fenice (5 ottobre, Teatro La Fenice), dal dinamicissimo Kreutzer Quartet (14 ottobre, Teatro alle Vergini) e dalla maestria superba dei membri del Quartetto Arditti (17 e 18 ottobre, Teatro alle Tese).
I capitoli che il Festival dedica al pianismo solista - tutti ospitati nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice - intavolano simmetrie e dialoghi a distanza fra autori diversi riferendo analogie e differenze della ricerca: Kurtág, Donatoni, Stockhausen con Adés e Gorli per Maria Grazia Bellocchio (4 ottobre), Berio e Scarlatti per Andrea Lucchesini (11 ottobre), Ligeti e Unsuk Chin, Dusapin e Murail per Aldo Orvieto (8 ottobre).
Due singolari lavori offrono uno sguardo sul teatro musicale da camera: Oggetto d'amore, con i testi di Pasquale Panella, la voce di Sonia Bergamasco, la musica di Mauro Cardi e l?esecuzione dell'ensemble Freon, presentato nella sua versione integrale alla Biennale di Venezia (11 ottobre, Teatro alle Vergini); l'opera del compositore tedesco Enno Poppe, Arbeit Nahrung Wohnung, ispirato al celeberrimo romanzo di Defoe, Robinson Crusoe, con i Neue Vocalsolisten Stuttgart e l'ensemble musikFabrik (15 ottobre, Teatro Piccolo Arsenale). Il lavoro di Poppe fa parte di un progetto di coproduzione con festival e istituzioni europee avviato dalla Biennale e sostenuto dal Programma Cultura dell'Unione Europea (European Network of Performing Arts - ENPARTS).
Musica e teatro ma anche musica e cinema: il profondo rapporto che sin dalle origini lega la settima arte alla musica, indagato dall' ensemble da camera dell?Accademia del Teatro alla Scala di Milano, permette di "riscoprire" quanto ricca sia stata l'elaborazione di idee in questo campo. Le opere di Schoenberg, Eisler e Dessau che verranno eseguite sono infatti nate originariamente come accompagnamento musicale a un film. A questi capolavori "ritrovati" si aggiunge, in prima esecuzione italiana, un brano composto dal giovane russo Dmitri Kourliandski (11 ottobre, Teatro alle Tese).
Tradizione antica e sperimentazione moderna si integrano nella serata dell?8 ottobre (Teatro alle Tese), in cui tra la duplice esibizione di due cori sardi - il Concordu di Castelsardo e i Cantores a chitarra de deris, de oe e de sempre - si inserisce la "jam session" di Trilok Gurtu, virtuoso della tradizione millenaria del tabla, con il tastierista Franco D?Andrea, originalissimo improvvisatore, e uno dei migliori trombettisti, Fabrizio Bosso. I tre artisti condurranno inoltre un laboratorio su armonia, timbro e ritmo il 6 e 7 ottobre al Teatro Piccolo Arsenale.
È il campione delle percussioni Johan Bridger, a presentare un capolavoro assoluto del genere, Rebonds di Xenakis, insieme a un pezzo di Jacob Druckman e a un recentissimo lavoro di Tobias Broström (17 ottobre, Teatro Piccolo Arsenale).
Una maratona lunga un giorno conclude il 52. Festival Internazionale di Musica Contemporanea il 18 ottobre. È lo stesso direttore del Festival, Luca Francesconi, a "dirigere" la giornata e a invitare i veneziani e i turisti italiani e stranieri a condividere la gioia della musica. 5 orchestre a fiati partiranno da 5 punti diversi di Venezia intonando le note di 5 diversi inni nazionali che si frantumeranno e rimbalzeranno fino a fondersi le une nelle altre quando tutte le bande convergeranno in Piazza San Marco. Replicato due volte (alle 12.00 e alle 15.00), la maratona proseguirà a partire dalle 19.00 con un'acrobata della voce come Fatima Miranda e con Exit, Party sintomatico.
Alva Noto, Scanner, Deathprod, William Basinski, Biosphere, Olivia Block, l'ensemble Alter Ego e l' Arditti Quartet - un incrocio tra musicisti di area elettronica non accademica e ensemble cameristici di musica colta fuori dal comune - sono protagonisti di questa serata che accende i riflettori su un "sintomo" dei nostri giorni che vede convergere realtà musicali differenti sotto il segno del confronto, del dialogo, della curiosità e della ricerca.
All'interno del Festival è ospitato il XVII Colloquio di Informatica Musicale (15/16/17 ottobre, Conservatorio di Venezia), organizzato dall'AIMI, con cui si apre uno spazio dedicato alla ricerca e alla sperimentazione musicale legata alle nuove tecnologie della multimedialità e alla interazione fra le arti. Tre sessioni diurne in cui studiosi e ricercatori presenteranno i risultati dei loro lavori, accompagnate da due concerti serali, rigorosamente di musica elettronica, eseguiti dall'Ex Novo Ensemble.
Incontri con saggisti, critici e artisti protagonisti della musica contemporanea si svolgeranno alle Sale Apollinee del Teatro la Fenice cn Helmut Lachenmann (3 ottobre), Robert Craft ed Enzo Restagno (4 ottobre).
Si rinnova quest'anno la collaborazione tra Biennale di Venezia e la Fondazione Teatro La Fenice, che ha segnato fin dalle origini la storia di questo Festival, con il Teatro e l'Orchestra protagonisti per eccellenza delle programmazioni che si sono succedute negli anni. Quest'anno molti dei concerti e degli appuntamenti del 52. Festival saranno ospitati negli spazi del teatro più amato dai veneziani, e alcuni avranno protagonista l'Orchestra del Teatro La Fenice e il Quartetto della stessa compagine orchestrale.
Si avvia inoltre la collaborazione su progetti particolari con enti e istituzioni del territorio veneto: l' Arena di Verona, il Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia, l' Associazione di Informatica Musicale Italiana (AIMI), l' Ex Novo Ensemble, la Facoltà di Design e Arti dell'Università IUAV di Venezia (in particolare per il XVII Colloquio di Informatica Musicale).
In questa prospettiva si colloca l'intervento della Regione del Veneto che diventa partner dei settori dello spettacolo dal vivo della Biennale di Venezia, Danza Musica Teatro, condividendone progetti e obiettivi.
Come ogni anno, Rai Radio3 sarà presente a Venezia con una squadra di conduttori, redattori e tecnici che seguiranno integralmente, in diretta o in differita, tutti i concerti del 52. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, portando l'evento oltre Venezia, a fasce più numerose di pubblico e di appassionati, conquistando un'ampia risonanza.
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