Incluso dal 1995 nei Musei Civici Veneziani, questo spazio offre oggi non solo l'esposizione di pezzi di grande valore, ma anche la possibilità di osservare dal vero le tecniche di lavorazione proposte dalle merlettaie, ancora oggi depositarie di quest'arte e presenti al mattino in museo. Inoltre è a disposizione degli studiosi l'archivio, importante fonte di documentazione storico - artistica, con disegni, foto e varie testimonianze iconografiche.
Il percorso espositivo, che si sviluppa al primo piano del Museo, attraverso gli oltre duecento rari e preziosi esemplari documenta l'evoluzione dell'arte del merletto a Venezia dal Cinquecento al Novecento.
La Scuola dei Merletti di Burano(1872-1970)
Il percorso espositivo propone innanzitutto, nella prima stanza, un omaggio alla storica Scuola dei Merletti di Burano. Essa nasce nel 1872 per volontà del deputato Paolo Fambri, della contessa Andriana Marcello e sotto il patrocinio della Regina Margherita, per rilanciare l'artigianato del merletto ad ago.
Nei lavori realizzati dalla Scuola vengono ripresi, secondo il gusto revivalistico dell'epoca, punti e motivi della tradizione veneziana per lo più seicenteschi e settecenteschi, ma anche di merletti francesi e fiamminghi del pieno Settecento.
Verso la fine del secolo si impongono i merletti a punto Burano, dalla leggera rete di fondo, sulla quale si snodano esili elementi floreali, che rendono la Scuola celebre in tutto il mondo.
I merletti di Burano partecipano ad esposizioni nazionali ed internazionali ottenendo significativi riconoscimenti e numerose commissioni; lo sviluppo continua all'affacciarsi del ?900, tanto che la gestione della Scuola diventa imprenditoriale.
Dagli anni Trenta in poi, con il mutare del gusto nella moda, la Scuola conosce una progressiva crisi che porta, alla fine degli anni Sessanta, alla sua chiusura.
Il Merletto: la storia
Il termine "merletto", di cui esiste traccia già nei documenti veneziani del XV secolo, trae origine dalla parola "merli", ossia gli elementi architettonici posti a decorazione dapprima degli edifici medievali, e successivamente dei palazzi veneziani del gotico fiorito.
Si ritiene che il merletto abbia avuto origine a Venezia già nella seconda metà del XV secolo per lo più in "laboratori" allestiti nei palazzi di alcune nobildonne. La produzione continua nel XVI secolo e a quest'epoca risalgono i primi esemplari esposti nel suggestivo itinerario cronologico proposto in queste sale.
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Museo Merletto Venezia Piazza Galuppi 187, 30012 Burano Tel. ++39041 730034 Fax ++39041 735471 info: mkt.musei@comune.venezia.it
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Nel secolo XVII il merletto veneziano si diffonde in tutta Europa e diventa simbolo di prestigio e status sociale per la sua preziosità e ricercatezza. Gode di particolare successo soprattutto la tipologia ad ago, con il prezioso punto tagliato a fogliame ad altorilievo.
Nella seconda metà del secolo, per contrapporsi alla concorrenza francese, a Venezia viene ideato l'originale e virtuosistico punto rosa.
Con l'inizio del secolo XVIII la produzione del merletto raggiunge proporzioni ragguardevoli nelle isole della laguna di Venezia. In particolare, mentre la lavorazione ad ago si diffonde soprattutto a Burano, quella a fuselli si sviluppa a Pellestrina: viene così a definirsi una specializzazione che si manterrà fino ai giorni nostri.
Verso la fine del secolo, con l'imporsi di un modo di vestire più comodo e funzionale, inizia invece un periodo di crisi che verrà gradualmente superato nel corso dell'Ottocento, anche grazie al rilancio dovuto all'attività della Scuola dei Merletti di Burano.
Il Merletto: le tecniche
Il merletto (o merlo, pizzo, trina) è un manufatto ottenuto dalla combinazione di fili di lino o di cotone, ma anche di seta, d'oro e d'argento con l'uso di varie tecniche, tra cui le più conosciute sono quella ad ago e quella a fuselli.
I merletti ad ago e quelli a fuselli differiscono tra loro sia per le modalità della lavorazione, sia per le caratteristiche del risultato finale. I primi risultano più rigidi e di maggiore consistenza per la caratteristica tridimensionale, i secondi più leggeri, flosci e piatti.
Il merletto ad ago, che nasce a Venezia nella seconda metà del XV secolo, deriva dal ricamo, in particolare da quei punti che tendono a creare effetti di trasparenza: il punto tagliato, lo sfilato (vengono tolti alcuni fili dalla tela e poi si decorano i vuoti con vari punti), il reticello (il tessuto viene sfilato finché rimangono solo esili coordinate dalle quali si parte per creare i motivi decorativi). Questa tipologia è nota anche come "punto in aria", in quanto viene realizzata interamente con ago e filo, senza alcun supporto tessile.
Il merletto ad ago si realizza su un cuscinetto cilindrico (uguale al tombolo dei fuselli) dove viene appoggiato il disegno tenuto sollevato dal murello, un piccolo cilindro di legno; seguendo i profili del disegno si esegue l'ordito (che verrà poi eliminato) sul quale si costruisce, con ago e filo, il merletto.
Oggi i merletti ad ago si distinguono, in base allo sfondo, in quelli a punto Burano (a rete) e in quelli a punto Venezia (a barrette o sbari); la parte decorativa di entrambi viene denominata ghipur ed è ottenuta con una grande varietà di sottopunti (punto saccola fisso e ciaro, formigola, greco, tondo, creme, ecc.).
Il merletto a fuselli deriva dall'evoluzione delle tecniche di tessitura delle passamanerie o forse degli arazzi; la sua ideazione viene attribuita alle Fiandre. Viene realizzato sul tombolo, un cuscino cilindrico di stoffa imbottita appoggiato su un cestino o su uno speciale sgabello rovesciato (detto scagno a Pellestrina) o semplicemente sulle ginocchia. Il disegno viene cucito sul tombolo e il merletto si realizza avanzando con l'intreccio dei fili, fissati con spilli, che si svolgono da rocchetti di legno detti fuselli. A seconda della complessità del lavoro, vengono utilizzati da quattro a duecento fuselli (un tempo si arrivava ad usarne fino a millecinquecento).
I punti più comuni sono: il tela, la treccia, il mezzopunto, il punto foglia.
Archivio della Scuola dei Merletti di Burano (1872-1970)
In questa sala è conservato l'archivio della Scuola dei Merletti. Riordinato e catalogato nel 1981, l'archivio presenta un allestimento costituito da disegni, alcune foto e varie testimonianze iconografiche.
La consultazione dell'archivio è riservata agli studiosi.