Description
Il Palazzo Ducale , a cui si accede dall'ampio Cortile , ha come luoghi di maggiore interesse gli Appartamenti Ducali , in cui un tempo risiedevano i Dogi. Tutte le sale sono di grandissimo interesse, sia per la loro maestosità ed eleganza, sia per la presenza di numerose opere d'arte che le abbelliscono, come le pitture di alcuni dei grandi maestri italiani del calibro di Veronese , Tintoretto e Tiziano .
Il Palazzo Ducale , a cui si accede dall'ampio Cortile , ha come luoghi di maggiore interesse gli Appartamenti Ducali , in cui un tempo risiedevano i Dogi. Tutte le sale sono di grandissimo interesse, sia per la loro maestosità ed eleganza, sia per la presenza di numerose opere d'arte che le abbelliscono, come le pitture di alcuni dei grandi maestri italiani del calibro di Veronese , Tintoretto e Tiziano .
Le origini. I primi dogi I primi insediamenti stabili nella laguna veneta risalgono con ogni probabilità a un momento successivo alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476). Col tempo, questi insediamenti diventano sempre più duraturi, tanto da essere considerati vere e proprie postazioni d'avamposto dell'Impero Bizantino. Al VII secolo risale in quest'area l'istituzione di un dux, in veneziano doge, probabilmente avvenuta con il beneplacito dell'Imperatore, che rende autonoma l'amministrazione locale. Questa carica, che mai nei successivi oltre mille anni di storia sarà caratterizzata da attributi monarchici, ma sarà sempre elettiva e pubblica, viene resa stabile alla metà dell'VIII secolo, quando viene eletto Teodato Ipato. All'inizio del IX secolo, quella che ormai viene configurandosi come la città di Venezia acquista una maggiore autonomia, favorita dalla lontananza della capitale e sottolineata anche dal punto di vista religioso: la devozione a Teodoro, santo patrono orientale, viene sostituita dal culto dell'apostolo Marco, le cui spoglie mortali, secondo una storiografia di origine più tarda, sarebbero state conservate nella città lagunare. Nell'anno 810 il doge Angelo Partecipazio sposta la sede del governo dall'isola di Malamocco alla zona di Rivoalto (l'attuale Rialto). A questa fase risale la scelta di far edificare qui il palatium duci, il Palazzo Ducale. Si può ipotizzare che il modello potesse essere il palazzo di Diocleziano di Spalato, anche se delle strutture del IX secolo nulla è sopravvissuto.
Il Palazzo L'antico castello(X-XI) Non sappiamo dunque come doveva essere l'antico palazzo; probabilmente l'area che oggi occupa era costituita da un agglomerato di costruzioni di diversa forma e destinazione, protetto e circondato da una consistente muraglia rafforzata agli angoli da massicce torri e isolato da un canale. Resti delle fortificazioni e delle torri angolari sopravvivono ancor oggi. Nelle numerose strutture edilizie che affollavano quest'area, alla quale si accedeva da una grande porta fortificata, collocata più o meno all'altezza della Porta della Carta, trovavano posto uffici pubblici, il palazzo di giustizia e le carceri, l'abitazione del Doge, scuderie, armerie e altro ancora. Se ne può ritenere una testimonianza sommaria il tracciato merlato che si riconosce nella prima pianta di Venezia giunta fino a noi, opera di fra' Paolino.
Il palazzo del Doge Ziani (1172-1178) Nel X secolo il palazzo è parzialmente distrutto da un incendio. La ricostruzione che ne segue è voluta dal doge Sebastiano Ziani (1172-1178). Grande riformatore, il doge ristruttura radicalmente l'intera area di Piazza San Marco. Realizza, per il palazzo, due nuovi corpi di fabbrica: uno verso la piazzetta, per ospitare le funzioni legate alla giustizia e uno verso il Bacino, per le funzioni di governo. L'antico castello chiuso e fortificato viene dunque sostituito con una costruzione più aperta verso la città, per aderire alle nuove esigenze di una struttura politica, economica, sociale in espansione. Quale poteva essere l'aspetto di questa nuova parte del palazzo Probabilmente quello dei maggiori edifici dell'epoca, con le forme peculiari dell'architettura veneto bizantina, di cui un esempio tipico è il Fontego dei Turchi. Di questa fase della costruzione sono sopravvissute solo poche tracce, individuabili sostanzialmente in un resto di basamento d'Istria e in pavimentazioni in cotto a spina di pesce.
Palazzo Ducale Venezia Piazza San Marco, 1 cap 30124 - Venezia (VE) Telefono: (+39)0412715911 / 0415209070 mkt.musei@comune.venezia.it Linee Actv: n. 1, 82 fermata/stop S.Marco;
Il palazzo trecentesco Un nuovo ampliamento si rende necessario alla fine del XIII secolo. Nel 1297, mutamenti politici - la cosiddetta serrata del Maggior Consiglio -determinano un considerevole aumento del numero delle persone aventi diritto a partecipare all'assemblea legislativa, detta Maggior Consiglio, i cui membri passano da quattrocento a milleduecento. Nasce da questa esigenza l'idea di procedere a un radicale rinnovamento, adottando anche un nuovo linguaggio architettonico, il gotico. I lavori che condurranno Palazzo Ducale all'aspetto che ci è familiare iniziano intorno al 1340 sotto il doge Bartolomeo Gradenigo (1339 1343) e interessano il palazzo del governo, cioè l'ala verso il molo. Per questa fase dei lavori sono documentati anche alcuni degli artefici coinvolti: nel 1361 ad esempio, si nominano un certo Filippo Calendario tajapietra e un Pietro Basejo magister prothus. Nel 1365 il pittore padovano Guariento viene chiamato a decorare la parete orientale della sala con un grande affresco, mentre l?esecuzione del finestrato è opera dei Delle Masegne. Il Maggior Consiglio si riunisce nella nuova sala per la prima volta nel 1419.
I rinnovamenti del doge Foscari e il Quattrocento Solo nel 1424, sotto il doge Francesco Foscari (1423 1457), si decide di proseguire quest'opera di rinnovamento anche nell'ala verso la piazzetta, quella destinata al palazzo di Giustizia. Il nuovo edificio si configura come il proseguimento del Palazzo del governo; al piano terra presenta all?esterno un porticato e al primo piano logge aperte, anche sul lato verso il cortile; allo stesso livello della sala del Maggior Consiglio vi è un vasto salone, detto della Libreria (poi dello Scrutinio). I finestroni e il coronamento a pinnacoli riprendono i medesimi motivi decorativi che caratterizzano la facciata sul molo. La facciata sulla piazzetta viene completata con la costruzione della Porta della Carta (1438-1442), ad opera di Giovanni e Bartolomeo Bon. Solo in seguito si pone mano ad altre ali del palazzo: a partire dalla Porta della Carta si avviano i lavori di costruzione dell'androne Foscari , culminante con l'omonimo Arco, che si protraggono per alcuni anni e vengono conclusi sotto il doge Giovanni Mocenigo (1478 1485).
( Foto by pietroizzo )